Capire la natura e per natura intendo tutto ciò che ci circonda,quel sistema che ci consente di vivere,per noi esseri umani è molto difficile. Questo sicuramente non perché siamo poco intelligenti. Il problema è che abbiamo nella testa,fin da quando nasciamo,termini e concetti religiosi. Adoriamo dei e divinità. Innalziamo loro simulacri , costruiamo chiese,cattedrali e templi.Scandiamo la nostra esistenza con cerimonie a loro dedicate e calendari con citazioni giornaliere di santi. Per loro siamo disposti anche a morire,oppure ad uccidere. Possiamo affermare,senza alcun dubbio, che ogni popolo di questa terra adora un proprio Dio. Senza contare ovviamente quelli del passato: il Dio Rha degli egizi,i dei delle popolazioni azteche e delle tribù dell’Africa.Le divinità germaniche e nordiche,come Odino. La nostra religione,la religione cristiana,che conta circa 2,2 mld di seguaci,addirittura è divisa al suo interno: la chiesa cattolica,ortodossa,protestante,anglicana. Suddivisioni,in pratica, come fossero personalizzazioni di un credo. Insomma, migliaia di religioni sparse in tutto il globo, a testimonianza di quanti limiti abbia la nostra intelligenza. Per farvi capire quanto importante sia per noi essere rappresentati da qualcosa che non abbiamo mai visto,basta leggere l’articolo 19 della nostra costituzione,che cita testualmente: Tutti hanno il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa,individuale o associata,di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto,purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

Io sinceramente penso che credere nell’esistenza di un Dio,o meglio,credere che ci sia in una vita dopo la morte,per noi umani,ed esclusivamente per noi,sia qualcosa di assolutamente normale. Questo perché non riusciamo a comprendere ed accettare,la concezione della morte. La morte come fine di tutto,delle nostre speranze. Non riusciamo ad accettare,sopratutto,il fatto che che la nostra fine sia la stessa di un’altra creatura vivente diversa da noi,come potrebbe essere ad esempio un animale,un volatile o un pesce.

Vivere la propria esistenza senza porsi il problema del dopo,vivere utilizzando al massimo e al meglio quello strumento sofisticato che la natura ci ha regalato,il cervello,credo sia la la soluzione migliore. La pace e serenità interiore,la consapevolezza dei propri limiti,sono la base per raggiungere la felicità. Anche un Dio,chiunque possa essere ed esistesse veramente,sarebbe d’accordo con me.

Al lettore vorrei precisare,che questo articolo non vuole essere nient’altro che una semplice constatazione, di quanto l’uomo sia in realtà un ossimoro.Perfetto,perché dotato di un intelligenza creativa, superiore a quella di ogni altro essere vivente su questa terra,ma incapace di comprenderne i limiti. E’ convinto scioccamente che,proprio per questa sua superiorità egli sia stato creato da un Dio e che quindi debba distinguersi da altre creature,le quali seguono solamente l’istinto naturale,prive quindi del dono sovrannaturale che chiama “libero arbitrio”. Una constatazione, di quanto le religioni nascano sopratutto dal desiderio ancestrale che ha, di dominare i propri simili. Decine,centinaia,forse migliaia,tra presente e passato, che predicano tutte amore fraterno, ma che vengono spesso guidate e rappresentate da individui che vivono quasi sempre nel lusso più sfrenato e nell’egoismo più totale. Esseri umani scaltri e opportunisti,pronti ad attribuire a opera di un Dio,fenomeni che in natura avvengono per il semplice ciclo della vita,della vita che continua,sulla terra e nell’universo,fino alla morte. Eugenio M.